La collezione

La collezione della Fondazione Guastalla comprende una serie di opere realizzate da artisti che negli anni hanno saputo affermarsi sulla scena internazionale dell'arte grazie alla particolarità delle loro ricerche e delle tematiche affrontate. Il rapporto tra l'uomo e la natura, il degrado delle periferie urbane, la spersonalizzazione del corpo femminile determinata dalla moda, la forza alienante dei videogames o la deformazione del quotidiano operata dalla televisione: da questi temi nascono opere intense e poetiche, dense di riferimenti simbolici alla inquietante evoluzione dei primi anni del terzo millennio. Gli artisti presenti nella collezione della Fondazione Guastalla vanno da alcuni protagonisti dell'arte italiana emergente come Vanessa Beecroft, Botto & Bruno, Grazia Toderi, Patrick Tuttofuoco, Francesco Vezzoli a diverse personalità di spicco della scena internazionale come Shirin Neshat, CandidaHöfer, Paul Morrison, Elger Esser, Anna Gaskell, Sharon Lockart ed altri. Nella sede di romana della Fondazione è cominciata una collezione di scultura, che riunisce opere di artisti del calibro di Marc Quinn, Maurizio Mochetti, Ettore Spalletti e Stephan Balkenhol, a testimonianza delle diverse tipologie espressive della scultura contemporanea.

 

Mario Airò

Hölderlin

2003

(Pavia, 1961)

La ricerca di Airò è rivolta verso la creazione di sculture e installazioni che riproducono situazioni poetiche ispirate da testi scientifici o letterali, spesso giocate sul rapporto tra la luce e l'ombra, che dà vita ad opere come "Hölderlin", dove un piccolo lampione illumina i versi del grande poeta tedesco, o "Costellazione", in cui l'incontro tra luce naturale e artificiale rende visibile un'immaginaria volta celeste.

 

Mario Airò

Costellazione

2005

(Pavia, 1961)

 

Stefano Arienti

Geranio rosso

2004

(Asola, MN, 1961)

Arienti modifica manifesti e poster commerciali con scene di paesaggi o riproduzione di opere d'arte attraverso piccoli interventi manuali come il ricalco, il collage o la cancellatura, ripetuti in maniera ossessiva, per evidenziare i tratti leggeri di un'arte intesa come una sorta di gioco capace di mutare il senso degli oggetti quotidiani più banali.
Nella collezione Guastalla sono presenti due opere di Arienti, "Tramonto riflesso" e "Geranio rosso", entrambe realizzate attraverso un college di manifesti rielaborati dall'artista.

 

Stefano Arienti

Tramonto riflesso 

2004

(Asola, MN, 1961)

 

Charles Avery

Untitled (two dogs on perspective ground)

2005

(Oban, Scotland, 1973)

I disegni del giovane artista scozzese illustrano un mondo fantastico e surreale, dove esseri umani ed animali sono protagonisti di vicende misteriose, cariche di significati simbolici arcani, tratti da antiche mitologie rivisitate in chiave contemporanea. Una dimensione surrealista ben visibile nell'opera "Senza titolo" (due cani in un campo prospettico), basata sulla figura dell'avatar, proveniente dalla mitologia indiana.

 

Stephan Balkenhol

Man

2008

(Frizlar, Deutschland, 1957)

Scolpire il legno è una tecnica che caratterizza fin del medioevo la storia dell'arte tedesca. Stephan Balkenhol la interpreta in chiave contemporanea dando vita a sculture e bassorilievi con figure umane legate alla nostra quotidianità creando un sottile cortocircuito tra passato e presente.

 

Stephan Balkenhol

Woman

2008

(Frizlar, Deutschland, 1957)

 

Massimo Bartolini

Aiuole (Valencia)

2001

(Livorno,1962)

L'artista modifica la nostra percezione dei luoghi e degli ambienti naturali o architettonici attraverso una ricerca a largo raggio, che spazia dall'installazione alla fotografia fino al disegno. Così la natura vista da Bartolini si configura come un luogo mentale e poetico, come nell'opera "Senza titolo", un grande foglio bianco dove l'artista ha disegnato piccole piante in corrispondenza delle pieghe della carta. L'opera fotografica "aiuole" è dedicata invece alla rappresentazione di una natura concettuale, dove la presenza umana evoca antichi rituali, confondendosi con la terra stessa.

 

Massimo Bartolini

Senza titolo

2003

(Livorno,1962)

 

Vanessa Beecroft

VB 47.341

Guggenheim, Venezia

2001

Il soggetto principale delle performance che l'artista realizza con gruppi di modelle seminude all'interno di musei, palazzi e luoghi simbolici e significativi è la relazione tra arte, moda e universo femminile, colta nel sottile crinale tra bellezza e omologazione. Le immagini di questi suggestivi tableaux vivants, ambientati alla fondazione Guggenheim di Venezia, al Palazzo Ducale di Genova o al Castello di Rivoli, contengono espliciti richiami alla storia dell'arte ma anche alla contemporaneità, per creare un inquietante cortocircuito tra realtà e simbolo.
Le ultime opere della Beecroft, ambientate in un campo profughi del Sudan, propongono messaggi sociali più espliciti, legati ad un'idea di sacralità laica densa di significati.

 

Vanessa Beecroft

VB 48.725

2001

Palazzo Ducale, Genova

 

Vanessa Beecroft

VB 52.01

2003

Castello di Rivoli, Torino

 

Vanessa Beecroft

VB SS.002.MP

White Madonna with twins

2006

 

James Casebere

Luxor # 1

2007

(Lansing, USA, 1953)

i cicli di immagini fotografie eseguiti dall'artista americano sembrano rappresentare luoghi reali, caratterizzati da architetture sobrie e metafisiche. Si tratta però di modellini in cartone, realizzati dall'artista e poi fotografati: sofisticati trompe l'oeil contemporanei nati dalla sovrapposizione di realtà e finzione.

 

Botto & Bruno

Guardando il muro

2004

(Gianfranco Botto, Torino 1963,

Roberta Bruno, Torino 1966)

Le immagini di Botto & Bruno nascono da un'interpretazione delle periferie urbane intense come luoghi di degrado e alienazione sociale, dove scaturiscono conflitti e tensioni che colpiscono prevalentemente

 

Loris Cecchini

Zooffice

2001

(Milano, 1969)

Il rapporto tra reale e virtuale caratterizzata la ricerca di Loris Cecchini, che ambienta le sue opere fotografiche in un mondo immaginario costruito con plastici di ambienti urbani abitati da persone fisiche che l'artista colloca all'interno delle sue "maquette" dando vita a situazioni surreali, come l'opera "Zooffice".

 

Paolo Chiasera

www.Tupacproject.it

(Bologna)

2005

La dimensione del paradosso attraversa l'intera produzione dell'artista, che spazia dal gigantismo alla piccola dimensione, realizzando sculture fatte di biscotti, installazioni di notevole complessità simbolica e immagini fotografiche con situazioni surreali e quadri fatti con migliaia di perle, come l'opera della collezione Guastalla.

 

Leandro Erlich

Cadres Dores

2008

(Buenos Aires, Argentina, 1973)

L'artista argentino interpreta lo spazio fisico esaltando la natura ambigua della nostra percezione, ribaltando le categorie della visione e della prospettiva in maniera quasi surreale.
Le sue opere propongono luoghi e situazioni sapientemente giocate sul rapporto tra realtà e illusione.

 

Paolo Chiasera

www.Tupacproject.it

(Martha Herford)

2005

La ricerca dell'artista italiano è rivolta alla rivisitazione di figure di artisti, musicisti o idoli della cultura alternativa, che vengono inseriti da Chiasera in contesti volutamente incongrui o paradossali. È il caso del popolare cantante rap Tupac, al quale Chiasera dedica un monumento fotografico in due contesti differenti: all'ingresso del museo Martha Herford, costruito da Frank O. Gehry, e in una strada della periferia di Bologna.

 

Elger Esser

Le grouin du Sud 

(France)

2005

(Stuttgart, Deutschland,1967) 

Le immagini fotografiche dei paesaggi naturali dell'artista tedesco Elger Esser rappresentato luoghi essenziali, dove le componenti cromatiche sono ridotte all'essenziale. Vedute marine dove l'orizzonte sembra scomparire, per conferire al luogo una dimensione metafisica e irreale.

 

Flavio Favelli

Archivio (Specchio)

2008

(Firenze, 1967)

L'artista manipola una serie di elementi di modernariato per realizzare sculture che enfatizzano il significato simbolici degli arredi intensi come contenitori di memorie intime legate a ricordi individuali e collettivi. Lampadari, cassettoni, comodini e specchiere diventano "oggetti d'affezione" densi di riferimenti inquietanti, dove il passato si unisce col presente in un singolare incontro tra tradizione e contemporaneità.

 

Hamish Fulton

Val Bever (Switzerland)

2005

Si definisce un artista camminatore, perché le sue opere nascono nel corso di lunghe passeggiate sulle montagne di tutta Europa. Protagonista di primo piano della Land Art, Fulton fotografa i paesaggi montuosi dove cammina per giorni e giorni, luoghi dove la natura è ancora incontaminata.

 

Giuseppe Gabellone

Senza titolo

2002

(Brindisi, 1973)

Le sculture di Gabellone vengono realizzate dall'artista che le colloca in luoghi e ambienti volutamente squallidi ed anonimi, per creare un contrasto tra l'oggetto scolpito e lo spazio circostante, che viene fissato dall'artista attraverso un unico scatto fotografico, mentre la scultura viene successivamente distrutta. L'opera "Senza titolo" fa parte di una serie di cinque immagini che Gabellone ha presentato a Documenta XI, la mostra internazionale di arte contemporanea che si è tenuta a Kassel (Germania) nel 2002.

 

Carlos Garaicoa

Overlapping (overhead Railway)

2006

(La Habana, Cuba, 1967)

L'artista cubano utilizza linguaggi e tecniche diverse per raccontare una storia carica di memorie legate all'architettura e all'urbanistica, come in quest'opera, realizzata a Liverpool nel 1999, dove l'artista ricostruisce edifici del passato, interpretati come forme fantasmatiche e irreali.

 

Anna Gaskell

Untitled #116 (1991)

2005

(Des Moines, U.S.A., 1969)

Le opere fotografiche dell'artista americana Anna Gaskell sono cariche di tensione drammatica, ricreate attraverso situazioni paradossali, legate al vissuto personale dell'artista. In questo caso si tratta di un episodio avvenuto nel 1991, e rivisitato dalla Gaskell attraverso una serie di immagini ambientate in un paesaggio naturale

 

Francesco Gennari

Vetro

2000

(Fano, PU, 1973)

L'arte di Francesco Gennari si basa sull'idea di ricreare le relazioni filosofiche tra l'uomo e la natura, attraverso un'indagine relativa alla percezione visiva e al temo stesso mentale. L'opera "Vetro" rappresenta un lampadario accesso collocato a terra, colto dall'obiettivo attraverso un vetro trasparente, il vero soggetto dell'immagine.

 

Dauglas Gordon

Self- Portrait of you + me

(Empire State Building)

2008

(Glasgow, UK, 1966)

La ricerca dell'artista scozzese si muove sul crinale tra cinema, advertising e arte contemporanea, attraverso la trasformazione di immagini cult interpretate in maniera inquietante. È  il caso di questa fotografia dell'Empire State Buiding parzialmente bruciata di Andy Warhol e dell'altro allude alla tragedia dell'11 settembre 2001.

 

Peter Halley

Yellow Prison

2005

(New York, U.S.A., 1953)

La pittura di Peter Halley, realizzata con vernici industriali, rappresenta moduli geometrici che ricordano i circuiti integrati interni ai computer. Un'immagine astratta capace di coniugare riferimenti simbolici alla tecnologia multimediale e all'astrattismo del primo Novecento. Alla fine degli anni Ottanta Peter Halley ha fatto parte della corrente dei Neo Geo, insieme ad Ashley Bikerton e Allan McCollum.

 

Candida Höfer

Teatro di Villa Mazzacorati di Bologna

2006

(Eberswalde, Deutschland, 1944)

I protagonisti della ricerca fotografica dell'artista tedesca, espone di primo piano della scuola di Düsseldorf, sono gli spazi interni degli edifici pubblici: banche, teatri, musei e biblioteche. Grazie ad un accurato studio della luce e alla totale assenza di persone, queste immagini sono ritatti di luoghi dove la presenza dell'uomo è visibile soltanto attraveso una serie di tracce e di strutture cariche di significato.

 

Candida Höfer

Biblioteca Universitaria di Bologna IV

2006

 

William Kentridge


Porter series - Carte L'Europe (Shower woman)

2006-2007

(Johannesburg, South Africa, 1955)

Le immagini elaborate dall'artista di origine sudafricana ripercorrono la storia recente del suo Paese, dagli anni dell'apartheid ad oggi, attraverso un'epopea che parte da centinaia di disegni, frammenti di simbolici storyboard di video realizzati artigianalmente, spettacoli teatrali e scenografie d'opera.

 

Luisa Lambri

Senza titolo (o Museum, a)

2000

(Milano, 1969)

Le immagini fotografiche di Luisa Lambri interpretano le architetture attraverso la definizione di un impercettibile "genius loci" basato su alcuni dettagli architettonici che conferiscono un anima silenziosa e rarefatta a luoghi essenziali e metafisici.

 

Sharon Lockart


Untitled (Herrod)

2005

(Norwood, U.S.A., 1964)

Le situazioni fotografate dall'artista americana Sharon Lockhart sono legate ad un'idea di rappresentazione vicina alla cinematografia e al mondo della musica. I protagonisti sono persone comuni, a volte adolescenti, colti in momenti di vita quotidiana o di relax, come nel caso di Herrod, un ritratto di notevole intensità.

 

Eva Marisaldi

Senza titolo

2005

(Bologna, 1966)

La ricerca di Eva Marisaldi è legata alla natura delle relazioni interpersonali, intese attraverso i diversi possibili aspetti della comunicazione tra gli individui, nella dimensione dell'amicizia, dell'amore o semplicemente del gioco.
Le sue opere suggeriscono possibili traiettorie all'interno di questa complessa realtà, attraverso la manipolazione di oggetti quotidiani, spesso banali ma ricchi di riferimenti simbolici.

 

Sabrina Mezzaqui

Anna, soror...

2007

(Bologna, 1964)

L'artista ricerca con tecnica e dedizione gli elementi poetici e concettuali tradizionalmente attribuiti al  mondo femminile per dare vita ad opere dove la manualità si combina con una consapevolezza formale e concettuale. Come "Anna, soror..." dove l'artista ha disegnato la pianta di Castel Sant'Elmo con le pagine del racconto di Marguerite Yourcenar ambientato nel maestoso edificio medievale napoletano.

 

Maurizio Mochetti

F-104 Startfighter

1985

(Roma, 1940)

L'energia, la velocità, la scienza e la luce sono gli elementi portanti del lavoro di Maurizio Mochetti, che si muove tra modellini di aerei da guerra, prototipi di macchine da corsa e traiettorie di raggi laser. In quest'opera l'artista ha trasformato la scia di fumo dell'aereo militare in un corpo solido, capovolgendolo il tradizionale concetto della fisica, interpretata dall'arte in una chiave surreale.

 

Paul Morrison

Lithophyte

2005

(Liverpool, GB, 1966)

Interessato ad una dimensione decorativa ed ornaamentale della natura, ispirata al movimento inglese Arts & Craft, l'artista dipinge paesaggi fortemente stilizzati e sempre in un bianco nero dall'impatto molto grafico, dove i profili di piante e arbusti divengono presenze insieme magiche e familiari, immaginifiche e artificiali.

 

Paul Morrison

Screen

2002

(Liverpool, GB, 1966)

 

Shirin Neshat

Aleggiance with Wakefunless

(Women of Allah series)

1994

(Qazvin, Iran, 1957)

La prima serie di fotografie dell'artista iraniana Shirin Neshat, Women of Allah (1993-1997) è dedicata alla denuncia della situazione delle donne in Iran sotto il regime khomenista. Si tratta di autoritratti dell'artista in chador, intenta a compiere gesti minacciosi; sulle parti del corpo scoperte sono vergati versi tratti da poesie d'amore scritte in farsi, l'antico persiano, simbolo di un identità negata.

 

Julian Opie

Youngkoe factory owner

1988

(London, GB, 1958)

L'artista britannico ha dato vita ad una ricerca ispirato ad un immaginario urbano fortemente tecnologico, legato al computer e ad Internet. I suoi ritratti ripropongono modelli sociali apparentemente banali, sintetizzati da un linguaggio grafico volutamente banale ma carico di espressività.

 

Julian Opie

Hirofumi with hat

2005

 

Julian Opie

Shahnoza pole dancer

2006

 

Julian Opie

Anya with cocktail dress

2008

 

Yan Pei-Ming

Crane  # 7

2004 Ex. unico

(Shangai, Cina, 1960)

L'arte gestuale e materica dell'artista cinese sottolinea l'espressività di una pittura generalmente di grande formato, tutta giocata su toni di nero, grigio e bianco. I soggetti sono ritratti, volti di uomini politici. L'opera della collezione Guastalla è piccola ma di notevole qualità, e raffigura un cranio umano.

 

Cristiano Pintaldi

Senza titolo 

2004

I quadri di Pintaldi sono finestre su una realtà che non possiamo vedere ad occhio nudo,
che vivono di luce propria grazie alla trama dei pixel dipinti dall'artista e allineati sulla tela nera, che riproduce lo schermo televisivo o cinematografico.

 

Cristiano Pintaldi

Senza titolo 

2004

 

Cristiano Pintaldi

Senza titolo 

(Charlie Chaplin - The Great Director)

2005

 

Paola Pivi

Senza titolo (perle)

2005

(Milano, 1971)

La dimensione del paradosso attraversa l'intera produzione dell'artista, che spazia dal gigantismo alla piccola dimensione, realizzando sculture fatte di biscotti, installazioni di notevole complessità simbolica e immagini fotografiche con situazioni surreali e quadri fatti con migliaia di perle, come l'opera della collezione Guastalla.

 

Daniele Puppi

Fatica #18

2003

(Pordenone, 1970)

Il lavoro di Puppi si basa sull'esperienza diretta dello spazio, intenso dall'artista come un territorio percorribile e modificabile ma caratterizzato da forze in movimento. Le sue opere sono immagini fotografiche e videoinstallazioni dedicate al confronto diretto tra l'artista e lo spazio stesso, che viene modificato attraverso azioni ripetute e legate alla rappresentazioni di uno sforzo fisico.

 

Daniele Puppi

Ouverture (frammento)

settembre 2008

(Pordenone, 1970)

 

Marc Quinn

Another kiss

2006

(London, GB, 1964)

La ricerca dell'artista inglese è incentrata sull'analisi e il ribaltamento del concetto classico di bellezza in rapporto al corpo umano. Con le sue sculture in marmo bianco che ritraggono persone disabili o i suoi dipinti dominati dalla forza cromatica di fiori tropicali congelati l'artista ci propone una riflessione sulla vanità del mondo reale.

 

Caio Reisewitz

Real Gabinete Português de Leitura IV

2004

(San Paolo, Brasil, 1967)

L'obiettivo dell'artista brasiliano coglie aspetti della cultura e del paesaggio brasiliano resi  attraverso una dimensione oggettiva, tesa a rivelare l'essenza del soggetto fotografato. In questo caso si tratta della sala di lettura della Biblioteca Reale di Rio de Janeiro, della quale Reisewitz ha interpretato l'atmosfera silenziosa e solenne.

 

Pietro Ruffo

Das Chinesische Reich

2007

(Roma, 1978)

L'artista romano opera all'interno di un territorio di confine tra pensiero e manualità, attraverso opere realizzate con il disegno il disegno a matita, che diventa lo strumento di un'analisi concettuale sul potere, l'ossessione e la malattia, sia a livello individuale che sociale.

 

Markus Schinwald

Knut

2008

(Salzburg, Österreich, 1973)

L'artista tedesco rivisita la visione borghese e convenzionale della pittura fiamminga del diciannovesimo secolo inserendo elementi legati alla chirurgia estetica moderna, intesi come tracce di disturbo all'interno del rassicurante immaginario tradizionale tipico del ritratto ottocentesco.

 

Markus Schinwald

Bea

2008

(Salzburg, Österreich, 1973)

 

Elisa Sighicelli

Senza titolo 

(Mollino Scherzo)

2009

(Torino, 1968)

La Sighicelli esplora da sempre le dinamiche della visione in relazione alla luce, attraverso l'uso di una tecnica particolare che consiste nell'applicare su plexiglass parzialmente dipinto sul retro la fotografia stampata su carta, esaltando il tutto con una o più fonti luminose. Quest'opera ritrae un soffitto disegnato dall'architetto e designer Carlo Mollino, di cui l'artista esalta la struttura attraverso un trittico fotografico di notevole impatto visivo.

 

Shahzia Sikander 


Phenomenology of Trasformation 

Hair Camouflage

2006

(Lahore, Pakistan, 1969)

La ricerca dell'artista pakistana parte dalla miniatura, espressione artistica tradizionale del suo Paese d'origine, che Shahzia modifica attraverso l'inserimento di elementi tratti dal suo vissuto personale, di origine sociale, politica o sessuale.

 

Ettore Spalletti

Cosí com'è

2006

(Lahore, Pakistan, 1969)

La ricerca minimalista di Spalletti si rivolge verso un'arte che punta alla valorizzazione degli elementi fondati ed essenziali della scultura, attraverso interventi poetici come dipingere di rosa il punto preciso di estrazione di un cubo di alabastro trasparente, per fare sì che alla luce la pietra si tinga dello stesso colore.

 

Thomas Struth

Museu del Prado 3

2005

(Golden, Deutschland, 1954)

Le opere dell'artista tesdesco analizzano in maniera fredda ed oggettiva le tipologie comportamentali dei visitatori nei grandi musei internazionali, sottolineando le inattese e sorprendenti assonanze tra i grandi capolavori e il loro pubblico, come nel caso di questo celebre dipinto di Velasquez conservato in una sala del Prado di Madrid.

 

Wolfgang Tillmans

Agriculture landscape

1999

(Remscheid, Deutschland, 1968)

I reportage fotografici dell'artista tedesco hanno l'aspetto di un diario intimo, composto da immagini che riprendono attimi di vita quotidiana. Paesaggi, nature morte, rapporti sessuali, scherzi e conversazioni colte con l'attitudine libera e leggera dei teenager mostrano frammenti di realtà colti con il taglio della cultura  fashion contemporanea più audace e spregiudicata.

 

Wolfgang Tillmans

Tuscany TM

2002

(Remscheid, Deutschland, 1968)

 

Grazia Toderi

Random

2001

(Padova, 1963)

I video di Grazia Toderi rappresentano ambienti e situazioni dal forte valore poetico, legati ad una visione soggettiva che proietta le immagini in una dimensione sospesa. Le opere "Random" e " Milano" sono caratterizzate entrambe dalla presenza di luci che illuminano i palchetti del teatro e le strade della città lombarda vista dall'alto, per creare misteriosi itinerari tratta dal video girato dall'artista all'interno del Teatro La Fenice di Venezia, dopo la sua ricostruzione.

 

Grazia Toderi

Mirabilia Urbis

2001

Cibachrome

 

Grazia Toderi

Milano

2003

 

Grazia Toderi

Semper Eadem

2004

 

Patrick Tuttofuoco

Combo +

2002

(Milano, 1973)

L'arte di Patrick Tuttofuoco si ispira al mondo dei videogame e dei giochi virtuali di oggi, caratterizzati da una componente tecnologica sempre più sofisticata. L'opera "Combo+" rappresenta il circuito di un videogioco elaborato dall'artista modificando le regole del programma, per ottenere un'immagine ai confini tra arte e multimedialità.

 

Vedovamazzei

Clouds

2006

(Stella Scala, Napoli 1964, Simeone Crispino, Frattaminore (NA) 1962)

Il lavoro del gruppo Vedovamazzei, fondato nel 1990, si basa sull'impiego di mezzi diversi quali il video, l'installazione ambientale, la scultura oggettuale, la fotografia e la pittura. Creatori di opere volutamente paradossali, invitano a riflettere sul'insensata rigidità delle conversazioni dell'arte contemporanea.

 

Francesco Vezzoli

Nachtblende (Romy Schneider)

(L'importante è amare)

2002

(Brescia, 1971)

Francesco Vezzoli suggerisce una rilettura in chiave critica dei miti del cinema e dell'arte sotto forma di ricami a piccolo punto, attraverso un sottile gioco di rimandi tra mass media e ossessioni quotidiane, in un raffinato cross over tra star system e arte d'avanguardia.

 

Francesco Vezzoli

Jackie zero

(Hommage to Francesco Scavullo's men)

2003

(Brescia, 1971)

 

Nico Vascellari

"Untitled Landscape"

2008

(Vittorio Veneto, 1973)

La ricerca di Nico Vascellari è incentrata sui rapporti tra forme espressive diverse come il video, la fotografia, la performance, la moda, il design e la musica. I suoi ultimi lavori reinterpretano e personalizzano l'approccio estetico del fashion system analizzando attraverso interessanti collage di riviste patinate, come "Untitled Landscape".

 

Roberto Cuoghi


CUO-051 Friendly Neighbourhood

2003

La ricerca di Roberto Cuoghi (n.1973) è legata alla produzione di immagini e installazioni dal carattere dispotico e inquietante. I suoi ritratti sono volti di persone colte in situazioni di disagio, quasi a profetizzare scenari futuribili.